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Hong Kong

Hong Kong (Xiang Gang in lingua mandarina) letteralmente significa Porto Profumato e deriva il suo nome dal fatto che un tempo, durante la dinastia Ming (1368-1644), questa città portuale produceva il profumo Guan Siang. Colonia britannica fino alla metà del 1997, cominciò la sua particolare storia nel 1842 quando, con il trattato di Nanchino, l’isola di Hong Kong fu ceduta agli inglesi “in perpetuo” alla fien della guerra dell’oppio. A questa colonnia si aggiunse, nel 1860, Kowloon (Jiulong), un territorio di circa 10 kmq sul continente cinese. Infine nel 1898 l’Inghilterra ottenne, in “affitto” o concessione per novantanove anni, dei “Nuovi Territori” e 235 isolette.

All’inizio del XIX secolo, i trafficanti inglesi, autorizzati ufficiosamente dal loro governo, iniziarono il contrabbando dell’oppio lungo le coste meridionali cinesi, nonostante il divieto cinese di introdurre oppio entro i confini del paese. Da allora l’oppio divene la merce principale in transito per Hong Kong, anche perchè i mercanti inglesi non riuscivano a vendere nessun altro prodotto ai cinesi (a quei tempi nella Cina feudale l’artigianato e la piccola produzione agricola soddisfacevano pienamente i fabbisogni della popolazione). Questa situazione provocò una serie di guerre, dette appunto dell’oppio, che furono tutte a favore degli inglesi.
Quando gli inglesi invasero l’isola di Hong Kong il numero dei suoi abitanti non superava le tremila unità e vi si trovavano poche case da tè e qualche negozietto di dolci. Poco tempo dopo, a causa del porto franco, la popolazione cominciò ad aumentare vertiginosamente. Nel 1841 fu aperto il primo ufficio postale: un colpo di cannone annunciava l’arrivo della corrispondenza che la gente andava poi a ritirare da sola. Nel 1863 furono coniate le prime monete in bronzo e due anni dopo entrò in circolazione la carta moneta. Nel 1895 fu fondata l’Associazione per la Rigenerazione della Cina e l’Università nel 1912. Ben presto, Hong kong divenne la zona principale per l’attività rivoluzionaria anti-imperialista. L’8 divembre del 1943 conobbe i bombardamenti aerei giapponesi e diciotto giorni dopo la resa degli inglesi. La sua popolazione passò così dal dominio britannico a quello nipponico per più di tre anni. Nell’agosto del 1945, finita la guerra, la Cina cercò di riprendersi il suo “Porto Profumato” ma non ci fu nulla da fare con la Gran Bretagna spalleggiata dagli Stati Uniti.

Oggi, ritornata alla madre patria il primo luglio 1997, Hong Kong rappresenta il futuro modello cinese, e per trattato nei prossimi cinquant’anni il vigente sistema sociale ed economico e il suo stile di vita non cambieranno. “Un Paese, due sistemi” è lo slogan lanciato a favore di Hong Kong dai membri del Governo Centrale Cinese come garanzia per la sua popolazione.

Negli ultimi anni tra Hong Kong e la Cina Popolare si sono intensificati i rapporti socioculturali ed anche economici in vista del tanto atteso ritorno della colonia al “Regno di Mezzo”: turismo, scambi accademici, ricerca di mercato, apertura di nuove fabbriche, acquisto di immobili. Inoltre, la costruzione della ferrovia Pechino – Kowloon di 2300 km, portata a termine in soli tre anni, è un ennesimo segno di quanto la Cina continentale si voglia “collegare” al suo estremo sud super sviluppato.

Oggi Hong Kong è diventata una Regione Amministrativa Speciale (RAS) della Cina.

Testo tratto da "Cartoline da una Cultura Altra", la Cina, di Gaspare Errigo e Beatrice Bottonelli, Edizioni EMI Bologna.

 

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